Categoria: Le strade più belle d’Italia

La raccolta delle più belle strade d’Italia da conoscere, guidare e vivere on the road

  • Itinerari Offroad – Il Colle del Sommeiller

    Itinerari Offroad – Il Colle del Sommeiller

    Tra gli itinerari più affascinanti dell’arco alpino italiano, il Colle del Sommeiller è una meta ambita dagli appassionati di off-road, in moto e su quattro ruote.

    Celebre per raggiungere quote eccezionali, viene spesso indicato come la strada carrozzabile più alta d’Europa, con il suo punto culminante nei pressi del bivacco del Sommeiller, a 3.009 metri sul livello del mare.

    L’itinerario parte da Bardonecchia, in provincia di Torino, e si inoltra nella suggestiva Valle di Rochemolles, attraversando boschi e paesaggi alpini lungo i primi 7 km di strada asfaltata, fino a raggiungere la zona della diga. Da qui ha inizio il tratto sterrato, che si sviluppa per circa 19 km tra tornanti, pietraie e ambienti d’alta quota.

    La prima parte del percorso, fino al Rifugio Scarfiotti, presenta generalmente difficoltà contenute ed è affrontabile da numerose tipologie di veicoli, compatibilmente con le condizioni del fondo.

    Oltre il rifugio, la strada diventa progressivamente più impegnativa, con fondo irregolare e tratti che richiedono maggiore attenzione: è quindi consigliabile affrontarla con un mezzo adeguato, una buona esperienza di guida in fuoristrada e un’attenta valutazione delle condizioni del percorso.

    Foto Colle del Sommeiller

    La mia esperienza sul Colle del Sommeiller

    Ho percorso questo itinerario nei primi giorni di ottobre 2026, un periodo che presenta alcune criticità, ma che offre anche vantaggi difficilmente trascurabili. Le temperature in quota possono scendere rapidamente, rendendo indispensabile una preparazione adeguata, tanto nell’abbigliamento quanto nell’equipaggiamento del veicolo. In compenso, l’autunno permette di evitare gran parte del traffico estivo, quando l’elevato numero di frequentatori può rendere la percorrenza poco piacevole. La carreggiata è spesso stretta e gli spazi di manovra limitati: incrociare altri veicoli, soprattutto nei tratti più impegnativi, può trasformarsi in un’operazione complessa.

    Ho affrontato l’intero percorso a bordo di un Ford Ranger 2.2 di serie, senza modifiche e senza mai dover inserire la trazione integrale. Un’esperienza che dimostra come, in condizioni favorevoli e con una guida attenta, non sia sempre necessario disporre di un veicolo preparato specificamente per il fuoristrada. Questo, tuttavia, non significa che il tracciato sia privo di difficoltà.

    Superato il Rifugio Scarfiotti, la strada diventa progressivamente più impegnativa. Pietre, avvallamenti e passaggi irregolari richiedono una maggiore attenzione e rendono l’altezza da terra un fattore determinante per evitare urti al sottoscocca. Anche le dimensioni del veicolo possono rappresentare un limite: nei tornanti più stretti che conducono al bivacco, i 5,38 metri del Ranger richiedono manovre precise e un’attenta valutazione degli spazi disponibili. In questo contesto, mezzi compatti come la Fiat Panda 4×4 di prima generazione e la Suzuki Jimny risultano particolarmente adatti, così come le moto da fuoristrada.

    Un altro elemento da considerare è il comportamento del motore alle altitudini più elevate. Con la diminuzione della densità dell’aria, la quantità di ossigeno disponibile per la combustione si riduce e, di conseguenza, anche la potenza erogabile dal motore può diminuire sensibilmente. Il fenomeno interessa sia i motori a carburatore sia quelli a iniezione, sebbene questi ultimi possano generalmente compensare meglio le variazioni ambientali grazie alla gestione elettronica. Nei motori a carburatore, invece, può essere necessario intervenire sulla carburazione per adattarla alla quota.

    Durante una sosta nel parcheggio del bivacco del Sommeiller, mi è capitato di prestare soccorso a un ragazzo francese caduto con la sua Honda Varadero dopo aver riscontrato una perdita di potenza durante la salita. Un episodio che mi ha ricordato quanto sia importante conoscere le caratteristiche del proprio mezzo e saperne valutare i limiti, soprattutto quando si affrontano percorsi d’alta quota, dove le condizioni ambientali possono mettere in difficoltà anche veicoli apparentemente adatti al viaggio.

    Una preparazione adeguata, una guida consapevole e una corretta valutazione delle condizioni del percorso permettono di ridurre i rischi e affrontare l’itinerario con maggiore sicurezza.

    Pernottare a 3.000 metri: un’esperienza fuori dal comune

    Per chi desidera prolungare l’esperienza oltre la semplice percorrenza della strada, il Colle del Sommeiller offre la possibilità di trascorrere la notte in un ambiente d’alta montagna, lontano da centri abitati e infrastrutture. Il pernottamento nel parcheggio del bivacco è una possibilità che va verificata in relazione alle disposizioni locali e alle condizioni del momento. All’esterno della struttura è presente un servizio igienico, utilizzabile anche da chi, come me, sceglie di dormire all’interno del proprio veicolo anziché nel bivacco.

    Trascorrere la notte a circa 3.000 metri di quota, circondati da un paesaggio così selvaggio e isolato, regala sensazioni difficili da riprodurre altrove. Quando il cielo è limpido, la volta stellata offre uno spettacolo straordinario, amplificato dal silenzio e dalla distanza da qualsiasi centro abitato.

    In alta montagna, però, le condizioni meteorologiche possono cambiare in tempi molto rapidi. Nel corso della notte, nuvole basse hanno improvvisamente avvolto il paesaggio, riducendo la visibilità e creando un’atmosfera densa e umida. Con l’ulteriore abbassamento della temperatura, l’umidità si è trasformata in una sottile patina di ghiaccio, ricoprendo i vetri e il cofano del Ranger.

    Dopo una notte decisamente riposante, mi sono svegliato all’alba per concedermi una passeggiata nei dintorni. La luce fredda e delicata delle prime ore del giorno trasformava il paesaggio in uno scenario quasi surreale, offrendo l’occasione ideale per esplorare l’area e scattare alcune fotografie. Sono proprio questi momenti, lontani dalla frenesia quotidiana, a rendere speciale un viaggio di questo tipo: non soltanto la strada da percorrere, ma anche il tempo dedicato a osservare e vivere l’ambiente circostante.

    Naturalmente, prima di rimettermi in viaggio, non poteva mancare una moka di caffè preparata sul posto. Un piccolo rituale, semplice ma irrinunciabile, per iniziare la giornata prima di lasciare il Colle del Sommeiller e dirigermi verso la tappa successiva del viaggio: la Strada dell’Assietta.

    Regolamentazioni e informazioni utili

    La strada del Colle del Sommeiller è aperta al transito dei veicoli a motore, ma è soggetta a una regolamentazione stagionale che può variare di anno in anno.

    Per la stagione estiva 2026, il calendario prevede, salvo variazioni legate alle condizioni ambientali e alla percorribilità della strada, le seguenti disposizioni:

    – Dal 1° maggio al 30 giugno e dal 1° ottobre al 30 novembre: transito consentito, compatibilmente con le condizioni della strada e del meteo.
    – Dal 1° luglio al 30 settembre: transito regolamentato, con chiusura al traffico motorizzato il martedì e il giovedì.

    Negli altri giorni, il passaggio è consentito dalle 08:30 alle 18:00, previo pagamento di un pedaggio di 10 €, da versare in loco.

    È importante verificare eventuali ordinanze e aggiornamenti ufficiali prima della partenza, poiché neve, meteo e condizioni del fondo possono influire sull’accessibilità del percorso.

    Dove dormire

    Per chi desidera prolungare l’esperienza, è possibile pernottare presso il Rifugio Scarfiotti oppure, con un’adeguata preparazione e la necessaria attrezzatura, presso il Bivacco del Sommeiller, situato in quota, nei pressi del colle al confine con la Francia. Prima di programmare il pernottamento, è consigliabile verificarne l’effettiva accessibilità e le condizioni di utilizzo.

    Consigli di viaggio

    Il consiglio principale è verificare sempre le condizioni della strada prima della partenza, contattando l’ufficio turistico di Bardonecchia o la Polizia Locale per ricevere informazioni aggiornate su eventuali chiusure, limitazioni al transito e condizioni del fondo.

    Il percorso fino al Rifugio Scarfiotti è generalmente affrontabile anche con un’auto convenzionale, purché non abbia un’altezza da terra troppo ridotta e le condizioni della strada siano favorevoli. Da qui in avanti, il tracciato diventa progressivamente più impegnativo: un veicolo 4×4 con un’adeguata altezza da terra rappresenta la scelta più indicata, soprattutto nei tratti più irregolari e sui tornanti che conducono al bivacco.

    Non bisogna infine sottovalutare l’altitudine. Oltre i 3.000 metri, la ridotta disponibilità di ossigeno può provocare sintomi di mal di montagna anche in persone sane e ben allenate. È quindi importante procedere senza fretta, prestare attenzione a eventuali segnali di malessere e interrompere la salita in caso di sintomi. Una buona pianificazione, insieme a una valutazione realistica delle proprie capacità e di quelle del veicolo, è fondamentale per affrontare il Colle del Sommeiller in sicurezza.

    La traccia GPX del Colle del Sommeiller

    Il video Onboard da Bardonecchia al Rifugio Scarfiotti

  • Le strade più belle d’Italia: Campo Imperatore

    Le strade più belle d’Italia: Campo Imperatore

    C’è un luogo, in Italia, dove natura, storia, scienza e immaginario si fondono con una forza rara: Campo Imperatore.

    campo imperatore e le strade più belle d'Italia

    Cos è Campo Imperatore

    Campo Imperatore è un vasto altopiano situato nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in Abruzzo, a un’altitudine compresa tra circa 1.500 e 2.100 metri. Spesso soprannominato il “Piccolo Tibet” per i suoi paesaggi ampi e spogli, è una delle aree naturali più spettacolari e iconiche d’Italia.

    Circondato dalle vette del massiccio del Gran Sasso, tra cui il Corno Grande, la montagna più alta degli Appennini, Campo Imperatore si estende per oltre 20 chilometri offrendo panorami che ricordano più le grandi praterie d’alta quota del Nord America che il paesaggio italiano tradizionale. In estate i suoi prati diventano pascoli frequentati da greggi, cavalli e bovini al pascolo, mentre in inverno la neve trasforma l’altopiano in uno dei principali comprensori sciistici dell’Appennino.

    Nel corso dei decenni Campo Imperatore è diventato un luogo simbolo non solo per gli amanti della montagna, ma anche per il cinema, la storia e la ricerca scientifica. Qui si trova infatti il celebre Hotel Campo Imperatore, dove Benito Mussolini fu tenuto prigioniero nel 1943, mentre sotto il massiccio del Gran Sasso sorgono i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, uno dei più importanti centri di ricerca sotterranei al mondo dedicati allo studio della fisica delle particelle.

    Oggi Campo Imperatore rappresenta una meta unica per escursionisti, fotografi, motociclisti e appassionati di guida, grazie a una rete di strade panoramiche che attraversano uno dei paesaggi più suggestivi e incontaminati d’Italia.

    Quando visitarlo e cosa sapere prima di partire

    Il periodo migliore per visitare Campo Imperatore va generalmente da metà maggio a ottobre, quando le strade sono normalmente aperte e l’altopiano mostra il suo volto più accogliente.

    La tarda primavera e l’inizio dell’estate rappresentano probabilmente il momento ideale: i prati sono verdi, le temperature piacevoli e il traffico ancora contenuto. Anche settembre e le prime settimane di ottobre offrono condizioni eccellenti, con una luce più morbida e una presenza turistica ridotta.

    Non bisogna però lasciarsi ingannare dall’aspetto aperto e apparentemente tranquillo del paesaggio. Campo Imperatore si trova a quasi 2.000 metri di quota e il meteo può cambiare rapidamente anche durante la stagione estiva. Non è raro passare dal sole a nuvole, nebbia o forti raffiche di vento nel giro di pochi minuti. Per questo motivo è sempre consigliabile verificare le condizioni meteorologiche prima della partenza e portare con sé un abbigliamento adatto anche a temperature più basse del previsto.

    Chi visita l’altopiano in auto o in moto dovrebbe inoltre considerare che i servizi sono limitati e le distanze possono sembrare maggiori di quanto appaiano sulla mappa. È buona norma partire con il serbatoio pieno, avere con sé acqua a sufficienza e pianificare il percorso senza fretta. Il vero fascino di Campo Imperatore non risiede infatti nella velocità, ma nella possibilità di rallentare, fermarsi nei punti panoramici e lasciarsi sorprendere da uno dei paesaggi più vasti e suggestivi dell’Appennino.

    Per gli appassionati di fotografia il consiglio è di arrivare nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce radente esalta le forme dell’altopiano e le montagne circostanti. È in questi momenti che Campo Imperatore mostra il suo carattere più autentico, trasformando una semplice strada panoramica in un’esperienza difficile da dimenticare.

    campo imperatore e le strade più belle d'Italia

    Mappa Campo Imperatore e Gran Sasso

    I miei consigli di viaggio

    La strada che conduce a Campo Imperatore, come molte strade di montagna, è soggetta a chiusure stagionali dovute a neve e ghiaccio. Nel mio caso l’ho percorsa a metà maggio: un periodo ancora poco frequentato, ideale per immergersi nel silenzio e nella vastità del paesaggio.

    Nei mesi estivi, invece, il traffico aumenta sensibilmente: è facile ritrovarsi in coda e perdere parte di quell’atmosfera autentica che rende questo luogo così speciale.

    Un ultimo consiglio pratico: affronti il percorso con il serbatoio pieno. In queste zone i distributori sono rari e distanti, e partire con il carburante al limite rischia di compromettere l’esperienza.

    Buona strada

  • Le strade più belle d’Italia: Litoranea Alghero – Bosa

    Le strade più belle d’Italia: Litoranea Alghero – Bosa

    La litoranea Alghero – Bosa è un viaggio in una Sardegna aspra, autentica, quasi intatta.

    Cos è la Alghero – Bosa

    La litoranea Alghero – Bosa, che da SP105 prosegue come SP49, è interamente asfaltata e si estende per circa 50 km, collegando Alghero a Bosa.

    Una strada poco battuta, che si apre tra scorci incredibili sulla costa, dove ogni curva sembra sospesa tra terra e mare.

    Questa perla nascosta si snoda tra la macchia mediterranea più autentica e le coste selvagge del nord-ovest della Sardegna, regalando una sequenza di curve spettacolari e scorci a picco sul mare capaci di togliere il respiro.

    Il tracciato conduce fino a Bosa, affascinante borgo adagiato lungo le rive del Temo, l’unico fiume navigabile dell’isola, che ne attraversa il centro storico regalando scorci di rara bellezza.

    Sui pendii della litoranea Alghero-Bosa trovano casa i grifoni, silenziosi custodi di questo paesaggio primordiale.

    Qui la strada diventa un filo sospeso tra terra e mare: nessun distributore, nessun negozio, solo asfalto, salsedine e natura allo stato puro. È un viaggio essenziale, quasi fuori dal tempo, dove ogni curva è un invito a rallentare e guardarsi intorno.

    Lungo il percorso si aprono diverse piazzole di sosta panoramiche, perfette per fermarsi, scattare fotografie e godersi in silenzio la potenza del paesaggio.

    Il momento più magico? Poco prima del tramonto, quando il sole si tuffa nel Mar di Sardegna e il cielo si accende di arancio e viola. Un istante sospeso, da vivere e da immortalare.

    Non sorprende che questa strada sia diventata un set privilegiato per produzioni cinematografiche e spot pubblicitari.

    La litoranea Alghero-Bosa merita senza dubbio un posto tra le strade più belle d’Italia, un’esperienza da vivere almeno una volta, senza fretta.

    Buona strada

    Quando percorrerla e cosa sapere prima di partire

    Mappa e traccia gpx Alghero – Bosa

    Il fiume Temo a Bosa

    ultimo aggiornamento 15/04/26

  • TransLessinia: Le Strade più belle d’Italia

    TransLessinia: Le Strade più belle d’Italia

    Un viaggio sulla TransLessinia, tra sterrato, malghe, vento d’alta quota e Land Rover d’epoca: una delle strade più iconiche della Lessinia, raccontata attraverso fotografia analogica e passione per i mezzi storici.

    Km tot.superficieperiodo consigliato
    16 Km70% Sterrato – 30% AsfaltoGiugno – Ottobre
    Land rover 109  serie 3 e serie 2 sulla Translessinia: Le strade più belle d'Italia
    Land Rover serie III e serie II – Passo delle Fittanze

    Cos è la Translessinia

    La Translessinia è la strada più alta e iconica della Lessinia, raggiungendo i 1764 metri sul livello del mare, si tratta della SP14, un tracciato in gran parte sterrato che collega il Passo del Branchetto al Passo delle Fittanze, attraversando le suggestive malghe della Lessinia e snodandosi tra la provincia di Verona, in Veneto, e quella di Trento, in Trentino-Alto Adige.

    La Translessinia è vera strada di confine: oggi tra due regioni italiane, un tempo tra l’Impero Austro-Ungarico e il Regno Lombardo-Veneto. La sua storia si intreccia con racconti di contrabbandieri e leggende di creature dei boschi, che ancora oggi sembrano abitare questi luoghi sospesi nel tempo.

    Attenzione agli animali

    La Lessinia è uno dei più vasti altopiani pascolivi delle Alpi italiane, un territorio modellato da secoli di attività pastorale dove prati, malghe e pascoli si estendono a perdita d’occhio.

    Lungo il percorso non è raro imbattersi in mandrie di mucche al pascolo che attraversano liberamente la strada, contribuendo a creare quell’atmosfera autentica e rurale che caratterizza queste montagne.

    Nelle aree più aperte e tranquille è possibile osservare anche le marmotte, spesso visibili vicino alle loro tane mentre sorvegliano il territorio con il loro caratteristico fischio d’allarme.

    Alzando lo sguardo verso il cielo, i più fortunati potranno scorgere il volo maestoso dell’aquila reale, oppure osservare rapaci più comuni come la poiana che sfrutta le correnti ascensionali sopra i pascoli e le vallate.

    Questa straordinaria ricchezza faunistica rende ogni viaggio diverso dal precedente, ma richiede anche attenzione: la presenza di animali selvatici e domestici lungo il tracciato può trasformare in qualsiasi momento una semplice curva in un incontro inatteso con la natura.

    Per questo, se si decide di affrontarla in auto o in moto, è fondamentale procedere con la massima cautela, mantenendo un’andatura lenta, quasi a passo d’uomo, nel rispetto della fauna e della sicurezza di tutti.

    Quando percorrerla e cosa sapere prima di partire

    Il periodo ideale per percorrere la Translessinia va generalmente da maggio a ottobre. Durante l’inverno, infatti, il tracciato viene chiuso al traffico da inizio novembre fino a fine aprile, poiché alcuni tratti coincidono con le piste dedicate allo sci di fondo e alle attività invernali dell’altopiano della Lessinia.

    Per vivere al meglio l’esperienza è consigliabile evitare i fine settimana estivi, quando molti veronesi e abitanti delle zone limitrofe si riversano sull’altopiano in cerca di temperature più fresche rispetto alla pianura.

    Nonostante la Translessinia sia ancora una destinazione relativamente poco conosciuta dal turismo di massa, nei weekend più caldi il traffico può aumentare sensibilmente, soprattutto nelle aree vicine ai rifugi, ai pascoli e ai principali punti panoramici.

    Le giornate infrasettimanali di maggio, giugno, settembre e ottobre rappresentano probabilmente il momento migliore per affrontare questo itinerario: il traffico è ridotto, i paesaggi mostrano il loro volto più autentico e la strada conserva quella sensazione di isolamento e libertà che la rende una delle esperienze più affascinanti dell’intero arco prealpino veronese.

    All’alba o nelle prime ore del mattino, quando la luce accarezza i pascoli e le montagne sono ancora avvolte dal silenzio, la Translessinia regala il suo lato più spettacolare.

    La Translessinia non è solo una strada: è un ambiente di montagna autentico, e come tale va vissuto con rispetto.

    Prima di partire, è sempre consigliabile verificare le condizioni meteo: trovarsi lungo questo percorso durante un temporale può trasformare l’esperienza in una situazione complessa e potenzialmente pericolosa.

    Nonostante il fondo sterrato, la Translessinia è generalmente percorribile con la maggior parte dei veicoli a motore e non presenta particolari difficoltà tecniche; fanno eccezione le auto sportive, che per assetto e altezza da terra possono trovarsi in difficoltà

    ⚠️ ATTENZIONE ⚠️
    Durante il periodo invernale la Translessinia diventa parte dei tracciati per lo sci di fondo della Lessinia. La strada è quindi chiusa al traffico con divieto assoluto di transito da inizio novembre a fine aprile.

    Mappa della Translessina

    Malga sulla Translessinia
    Malga visibile dalla Translessinia
    il tramonto dalla Translessinia
    Il tramonto dalla Translessinia

    Lo shooting con Valpogarage e Land Rover

    Avevo da tempo il desiderio di realizzare uno shooting su pellicola lungo la TransLessinia.

    È proprio in questa fase che, navigando online, ho scoperto Valpogarage e i suoi Land Rover, appena riportati a nuova vita dopo un attento restauro.

    Quando ho incontrato Alessandro, fondatore di Valpogarage ed esperto restauratore del marchio Land Rover, questo set rappresentava per me qualcosa di speciale.

    È stato infatti uno dei primi progetti in cui ho deciso di integrare in modo concreto l’utilizzo della fotografia analogica, affiancandola al digitale.

    Da qui la scelta di coinvolgerlo in questa mia avventura fotografica: unire mezzi straordinari come i Land Rover 109 Serie II e Serie III a un territorio che conosco profondamente, la TransLessinia, una strada che frequento fin da bambino e che sento parte del mio percorso.

    La mia passione per le auto d’epoca e per la pellicola trova proprio in contesti come questo la sua espressione più autentica.

    Buona strada

    land rover serie III e serie II sulla Translessinia: Le strade più belle d'Italia
    LAND ROVER 109 Serie III e serie II – Passo delle Fittanze
    Land Rover serie II sulla Translessinia con Valpogarage.
    Land rover serie III e serie II sulla Translessinia: Le strade più belle d'Italia

    ultimo aggiornamento 15/04/26